Mentre tutti affollano sempre le stesse mete, c’è un borgo medievale in Catalogna che rischi di ignorare senza nemmeno rendertene conto. Eppure è uno di quei posti che, se ami città come San Gimignano, Lucca o Monteriggioni, ti farà pensare: “Perché non ci sono venuto prima?”.
Nel cuore della Conca de Barberà, in provincia di Tarragona, si trova Montblanc, una cittadina che custodisce ancora oggi una delle cinte murarie medievali meglio conservate della Spagna, con 25 torri difensive che abbracciano il centro storico. Un patrimonio che, in un’epoca di voli low cost e weekend mordi e fuggi, rischia di essere messo in secondo piano da chi si limita a Barcellona e Costa Brava.
Il rischio di viaggiare “in automatico” e perdersi i veri gioielli
Molti italiani, secondo i dati di ENIT sugli spostamenti all’estero, concentrano i viaggi in poche grandi città: Barcellona, Madrid, Valencia. È comodo, ci sono voli diretti da Milano e Roma, ma questo modo di viaggiare “in automatico” ti fa perdere luoghi come Montblanc, dove la storia non è solo raccontata, è ancora fisicamente visibile.
La muraglia di Montblanc nasce nel XIV secolo, sotto il regno di Pere el Cerimoniós, in pieno conflitto con il re castigliano Pere el Cruel. Non è una ricostruzione moderna: è un sistema difensivo autentico, dichiarato Bien Cultural de Interés Nacional già nel 1949, l’equivalente spagnolo di un nostro vincolo del Ministero della Cultura.
Il borgo conserva ancora oggi:
- 25 torri che punteggiano il perimetro
- due porte medievali complete, Sant Jordi e Bové
- un punto panoramico, il Foradot, da cui si domina tutta la Conca de Barberà
È il classico posto dove arrivi pensando “Faccio un salto veloce” e ti ritrovi, ore dopo, ancora a girare tra vicoli, archi in pietra e scorci che sembrano usciti da una serie storica.
Quando un muro racconta più di una guida turistica
C’è un errore tipico di chi organizza i viaggi solo con Instagram: cercare la “foto perfetta” e dimenticare il contesto storico. A Montblanc succede il contrario: sono le mura stesse a guidarti dentro la storia.
Secondo il celebre Costumari Català di Joan Amades, proprio qui si sarebbe svolto il leggendario scontro tra San Giorgio e il drago. Non è solo folklore da cartolina: ogni anno, durante la Setmana Medieval de Montblanc, il borgo si trasforma in un grande palcoscenico all’aperto. Dalle torri al Foradot, tutto diventa scenografia viva, con rievocazioni, mercati e spettacoli che ricordano da vicino le feste medievali di Gubbio o Assisi.
Se ti fermi a dormire almeno una notte, hai il tempo di:
- salire fino alla Iglesia de Santa Maria, che domina il paese
- attraversare la Plaza Mayor, cuore sociale del borgo
- passeggiare sul Puente Viejo, che regala una prospettiva diversa sulle mura
- entrare nella Iglesia de Sant Miquel, uno degli edifici più antichi, dove si mescolano elementi romanici e gotici
Il “check veloce” per capire se Montblanc fa per te è semplice: se ti emozioni ancora camminando sulle mura di Ferrara o sotto le torri di Bologna, questo borgo catalano è la naturale estensione dei tuoi viaggi.
E mentre molti continueranno a fermarsi alla solita foto sulla Rambla, tu potrai dire di aver visto la Catalogna dove è nata davvero la sua leggenda: dietro una muraglia, sotto 25 torri, in un borgo che difende ancora il suo passato come una fortezza.

