Uno studio condotto su oltre 7.000 adulti in Spagna evidenzia una chiara correlazione: ogni ora di ritardo nel primo pasto era associata a un aumento dell’IMC. In altre parole, chi faceva colazione più tardi presentava più spesso un peso corporeo maggiore rispetto a chi iniziava la giornata prima. Non si è trattato di un risultato isolato. La correlazione è rimasta valida anche nell’analisi a lungo termine: le persone che consumavano il primo pasto più tardi, col tempo aumentavano di peso più spesso. È importante sottolineare che gli scienziati hanno tenuto conto nelle analisi anche della qualità della dieta, dell’attività fisica e dell’apporto calorico, e l’effetto è rimasto comunque evidente.
In pratica, ciò significa che l’ora dei pasti può essere un fattore indipendente correlato al peso corporeo, e non solo un complemento a una dieta sana.
Una pausa notturna più lunga è vantaggiosa
La seconda conclusione importante riguarda il ruolo del cosiddetto digiuno notturno, ovvero il tempo che intercorre tra la cena e la colazione. Lo studio ha dimostrato che più lunga è la pausa notturna, più basso è il BMI.
L’organismo ha bisogno di tempo senza cibo per “passare” ad altri processi metabolici. Un riposo notturno più lungo senza cibo può favorire una migliore regolazione energetica e ormonale.
È interessante notare che la relazione tra la durata del digiuno notturno e il BMI era particolarmente evidente nelle persone che consumavano il primo pasto più tardi. Ciò suggerisce che ciò che conta è l’intero ritmo della giornata, non una singola abitudine.
Il ritmo biologico è più importante di quanto pensi
Gli scienziati sottolineano che i risultati si inseriscono nella crescente tendenza della ricerca sul cosiddetto crononutrizione, ovvero l’influenza dell’ora dei pasti sulla salute. Il nostro organismo funziona secondo un orologio biologico e mangiare “fuori orario” può sregolare questo sistema.
– Due semplici cambiamenti nel ritmo alimentare possono aiutare a mantenere una linea snella e non si tratta solo di dieta (…). Gli scienziati sottolineano il ruolo chiave del ritmo circadiano: i pasti consumati nelle prime ore del giorno sono meglio sincronizzati con l’orologio biologico interno dell’organismo – scrive sui suoi social media la prof.ssa Ewa Stachowska della Cattedra di Nutrizione Umana e Metabolomica dell’Università di Medicina della Pomerania.
Dal punto di vista fisiologico, questo ha senso. Al mattino l’organismo è più preparato a metabolizzare l’energia, mentre mangiare tardi può alterare il metabolismo, il sonno e l’equilibrio ormonale. Uno studio spagnolo dimostra inoltre che la relazione tra l’ora dei pasti e il peso è in parte legata proprio al sonno.
Non è magia, ma solo abitudini
Gli autori dello studio sottolineano tuttavia un aspetto importante: si tratta di una correlazione, non di una prova di causalità. Ciò non significa che la sola colazione anticipata faccia automaticamente dimagrire.
I risultati suggeriscono piuttosto che le persone che mangiano prima hanno in generale un ritmo giornaliero più regolare: dormono meglio, fanno spuntini meno spesso e funzionano in linea con il ciclo circadiano naturale. È proprio questo insieme di abitudini che può tradursi in un peso corporeo inferiore.
Una cosa è certa: se stai cercando un semplice cambiamento che possa sostenere il metabolismo, vale la pena guardare non solo al piatto, ma anche all’orologio.


