Una delle mie grandi ossessioni (e so di non essere l’unica) è ottenere capelli lisci, levigati e senza traccia di crespo. Anche chi di noi ha i capelli naturalmente lisci sa bene che il crespo non fa distinzioni tra i tipi di capello, specialmente in estate o quando viviamo in climi umidi. Per questo, trattamenti come la cheratina o la lisciatura giapponese fanno parte da anni delle nostre opzioni preferite, anche se è vero che ci accompagna sempre quella paura di un risultato troppo rigido, senza movimento, quel temuto effetto “capelli appiccicati” che toglie naturalezza.
In mezzo a questo universo di trattamenti per capelli che conosciamo quasi a memoria perché, siamo sincere, ci siamo tutte lasciate tentare almeno una volta, la nanoplastica capillare ha iniziato a farsi sentire con forza. Un termine che sento sempre più spesso nei saloni e sui social network, e che promette non solo di lisciare i capelli, ma anche di migliorarne la texture, controllare l’effetto crespo e, in teoria,trattare la fibra capillare.
La paura di danneggiare i capelli (e perché cerchiamo alternative)
Ogni volta che penso di sottopormi a un trattamento lisciante, c’è una domanda che mi viene inevitabilmente in mente: danneggerò i miei capelli? E questa paura si intensifica ancora di più quando i capelli sono tinti o trattati chimicamente, come nel mio caso. L’idea di ritrovarsi con capelli spenti, fragili o “bruciati” ci fa spesso esitare o addirittura scartare questo tipo di trattamenti.
Ecco perché, quando viene proposto un trattamento che promette non solo di lisciare, ma anche di prendersi cura della fibra capillare, è logico che susciti tanto interesse. Ma, al di là dell’hype, ho voluto capire davvero cosa c’è dietro la nanoplastica capillare. Per farlo, da InStyle ho parlato con un esperto Juan Leal, parrucchiere che mi ha aiutato ad analizzare questo trattamento da un punto di vista sia tecnico che pratico.
Domanda: Nanoplastica capillare: cos’è e come funziona davvero?
Risposta: La nanoplastica è un trattamento di lisciatura e ristrutturazione capillare di origine cosmetica che agisce a livello interno della fibra capillare. Il suo obiettivo non è solo quello di lisciare, ma anche di migliorare la qualità dei capelliriducendo l’effetto crespoe donando lucentezza e pettinabilità. Si differenzia dagli altri trattamenti in quanto mira a una trasformazione più profonda della struttura del capello, senza ricorrere ai tradizionali prodotti chimici aggressivi.
D: Cosa succede durante il trattamento? Come funziona?
R: La nanoplastica agisce attraverso la penetrazione di principi attivi che si attivano con il calore. Il processo inizia con un lavaggio specifico per preparare la fibra capillare, seguito dall’applicazione del prodotto ciocca per ciocca. Successivamente, i capelli vengono asciugati e sigillati con una piastra ad alta temperatura, il che permette ai principi attivi di integrarsi nella fibra.
Alla fine, al di là della nanoplastica o di qualsiasi altro trattamento per capelli, tutto torna allo stesso punto: l’importanza di prendersi cura dei capelli dalla radice. Perché solo quando la fibra è sana, idratata e protetta, questi trattamenti funzionano davvero e mantengono ciò che promettono.



