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Confucio, filosofo, sulla metafora della mascherina in aereo: «Se non siamo in pace con noi stessi, non possiamo guidare gli altri nella ricerca della pace»

Parlare di Confucio significa parlare di una delle correnti di pensiero più influenti della storia, quindi partiamo già da una buona base. Egli costruì la sua filosofia partendo dalla riflessione su come vivere bene, come relazionarci meglio e come costruire una società più armoniosa. E per lui, l’ordine sociale partiva dall’individuo. Non era possibile alcuna politica senza una buona etica personale.

Il suo pensiero, basato su valori come la benevolenza, la rettitudine o il rispetto, non parla solo di norme esterne, ma di qualcosa in cui coincide con altri classici, ovvero la ricorrente coerenza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo. Da qui la riflessione che riprendiamo oggi per attualizzarla: “Se non siamo in pace con noi stessi, non possiamo guidare gli altri nella ricerca della pace”. O come si dice bene sugli aerei: indossi prima la sua maschera.

La cura di sé come base di tutto

Partendo dal presupposto che questa frase non è un invito all’egoismo, ma al contrario, Confucio propone l’idea onesta che non possiamo offrire ciò che non abbiamo. Cioè, se viviamo costantemente in un conflitto interno, se le nostre emozioni sono disordinate o prendiamo decisioni basate sulla mancanza, qualsiasi tentativo di accompagnare, guidare o prendersi cura degli altri sarà vano.

La traduzione di allora e quella di oggi, dato che siamo gli stessi individui (più egoisti ora, se possibile), è che non si tratta di dare priorità a se stessi partendo dall’indifferenza verso gli altri, ma di capire che prendersi cura di sé è una responsabilità. Che volersi bene non significa assecondarsi, ma conoscersi meglio. SCEGLIERE MEGLIO.

Perché, come avrai sicuramente notato, prendersi cura degli altri senza prendersi cura di sé stessi è estenuante; amare senza amarsi logora e guidare senza avere sufficiente chiarezza interiore può creare molta confusione.

Confucio, filosofo: “Se non siamo in pace con noi stessi, non possiamo guidare gli altri nella ricerca della pace” Getty images

Il fatto è che oggi abbiamo normalizzato l’essere disponibili per tutto, ma non sempre per noi stessi. E a questo punto, Confucio e le sue riflessioni ci servono per ricordare qualcosa di essenziale: che la qualità delle nostre relazioni dipende direttamente dal nostro rapporto con noi stessi. Se parliamo a noi stessi con durezza, se ignoriamo i nostri bisogni o se viviamo basandoci sul confronto, quella tensione si riflette nel modo in cui trattiamo gli altri.

L’amore per se stessi, così tanto citato, quasi ormai pervertito e sovraesposto e spesso così male compreso, non è uno slogan facile ma una pratica quotidiana che implica limiti, ascolto e onestà. E non è sempre comodo, ma è trasformativo quando è ben focalizzato.

Dare priorità a se stessi non deve essere fatto con un senso di colpa

C’è una certa resistenza culturale all’idea di dare priorità a se stessi. Spesso viene confusa con l’egoismo, quando in realtà è una forma di responsabilità emotiva. Per Confucio sarebbe una forma di equilibrio e, in effetti, come possiamo contribuire al benessere collettivo, se dentro di noi siamo sopraffatti?

Dare priorità a se stessi significa sapere quando fermarsi, quando dire no e quando scegliere ciò che SÌ, anche se non è la cosa più immediata o quella che ci aspettavamo. Significa anche capire che il riposo è produttivo, che il silenzio è necessario per la costruzione e che il tempo per se stessi non è negoziabile. Come vedrai, Confucio non era affatto lontano da noi. Applicare la sua filosofia al momento attuale è più che necessario.

Abbiamo infatti bisogno di rivedere i nostri dialoghi interiori, di trattarci con la stessa comprensione che offriamo agli altri, di capire che non tutto merita la nostra energia e di scegliere in cosa investirla in modo coerente. Allineare le nostre decisioni ai nostri valori.

Ora che sembra che il mondo ci spinga a essere costantemente rivolti verso l’esterno, Confucio ci invita a tornare verso l’interno con il suo pensiero. Non come una forma di ritiro, ma come il modo per costruire qualcosa di più onesto e, soprattutto, più umano. Perché non c’è nulla come la calma che offre una persona quando è riuscita a essere, davvero, in pace con se stessa.

Cristina Nardi

Cristina Nardi

Ciao! Sono Cristina Romano e vivo nella soleggiata Livorno, dove la brezza marina mi ricorda ogni giorno quanto sia importante apprezzare i momenti semplici. La mia passione è la vita “smart” in tutte le sue forme.Tra una passeggiata sul lungomare e la cura del mio piccolo giardino, trovo i modi migliori per organizzare la casa, coltivare pomodori perfetti anche sul terrazzo e allo stesso tempo gestire con intelligenza il budget familiare. Livorno mi ha insegnato la praticità e l'arte di godermi la vita senza spese superflue.

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